Il Plemmirio

AREA MARINA PROTETTA, IL PLEMMIRIO

La fascia costiera tra Punta Castelluccio e Capo Murro di Porco costituisce la parte orientale della Penisola Maddalena poco a sud della città di Siracusa. La “Penisola Maddalena” è il risultato dell’attività tettonica dell’area a causa della quale si è isolato e sollevato un blocco che ha un andamento NW-SE.

Questo elemento tettonico è riconosciuto in letteratura come “horst”.
Si è formato così un piccolo altopiano che dalla quota massima di 54 m s.l.m. degrada verso mare sia ad oriente che ad occidente ora in maniera blanda attraverso dei terrazzi marini di età Plio-Pleistocenica, ora attraverso scarpate marine della stessa età dovute a fenomeni eustatici o di bradisismo del mare.

Una parte di costa costituisce il proseguimento a terra di un elemento tettonico di primaria importanza per la geologia dell’intera area e cioè la scarpata ibleo-maltese.  Si deve proprio a quest’ultima lo sprofondamento del fondale marino da 0 a centinaia di metri in un breve tratto di mare antistante la costa. Inoltre l’intensa attività tettonica ha prodotto notevoli fenditure particolarmente in prossimità di Murro di Porco dove l’infrangersi delle onde per effetto idropneumatico determina a terra spettacolari spruzzi d’acqua simili ai “geygers”.

Da capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale si mantiene basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende improvvisamente a quote più elevate.

Da Punta Tavernara a Capo Murro di Porco, invece, già sottocosta si incontrano fondali di oltre 30-40 metri. Dove esiste il cambio improvviso di pendenza, ci sono molte grotte sommerse ricche di vita bentonica e nectonica con coralli solitari, spugne, briozoi, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci. Nei fondali più bassi è possibile incontrare vaste praterie di Posidonia con giganteschi esemplari di Pinna nobilis, la conchiglia più grande del Mediterraneo.

L’ubicazione geografica e la particolare morfologia della zona costiera e dei suoi fondali marini, rendono unica, sotto altri e numerosi aspetti, il Capo in questione; infatti, è possibile riscontrare grotte emerse e sommerse, cavità, sifoni e, a distanza di circa 300 metri dalla costa, il fondale degrada velocemente in profondità.

Ma la varietà e la ricchezza della fauna marina di Capo Murro di Porco, non è l’unica ragione per cui si intende chiedere la fruizione regolamentata; è noto, infatti, che i fondali dell’area marina interessata sono ricchissimi di importanti e numerosi reperti archeologici di varie epoche e civiltà.

Si evince, dalla storia, che Siracusa era un’importante meta di scambi commerciali del mediterraneo, il suo porto era tappa d’obbligo, nelle rotte navali delle antichità e, di conseguenza, i naufragi erano numerosi. In quest’area sono stati recuperati, nel corso degli anni, numerosi reperti custoditi nel museo Paolo Orsi di Siracusa.